Trattamento acque 2017-12-11T09:07:12+00:00

TRATTAMENTO ACQUE

La nostra equipe tecnica è specializzata nella progettazione e nella gestione di impianti deputati alla potabilizzazione di acque destinate all’uso umano, ed alla depurazione delle acque di scarico industriali e civili.
Tekind Group collabora con i più importanti partners internazionali per lo studio e l’applicazione di tecnologie avanzate nel campo ambientale.

WATER TREATMENT

Our technical team specializes in both designing and managing of plants intended for making water drinkable for human use, and for purifying domestic and industrial wastewater.
Tekind Group collaborates with leading International partners to both study and apply advanced technologies to the environmental field.

Trattamenti per Acque potabili:

  • Impianti di addolcimento delle acque per la rimozione di Calcio e Magnesio in eccesso;
  • Impianti di Osmosi inversa per la riduzione della salinità delle acque;
  • Trattamenti mirati alla riduzione del contenuto di specifici elementi chimici;
  • Sistemi di disinfezione per dosaggio di reagenti;
  • Sistemi di debatterizzazione a raggi UV;
  • Sistemi di disinfezione per Ozonizzazione;

Treatments for Drinking Water:

  • Water softening plants to remove the excess of calcium and magnesium;
  • Reverse Osmosis Plants to reduce water salinity;
  • Treatments aimed at reducing the content of specific chemical elements;
  • Disinfection systems by dosage of reagents;
  • UV rays sterilization systems;
  • Disinfection systems for Ozonation;

Fitodepurazione:

La fitodepurazione è un sistema di depurazione naturale delle acque reflue domestiche, agricole e talvolta industriali, che riproduce il principio di autodepurazione tipico degli ambienti acquatici e delle zone umide. L’etimologia della parola (phyto = pianta) potrebbe far ritenere che siano le piante gli attori principali del processo depurativo, in realtà le piante hanno il ruolo fondamentale di creare un habitat idoneo alla crescita della flora batterica, adesa o dispersa, che poi è la vera protagonista della depurazione biologica. A livello internazionale gli impianti di fitodepurazione vengono chiamati constructed wetlands e possono essere utilizzati o come trattamento secondario, cioè come un vero e proprio processo depurativo, a valle del trattamento primario o come trattamenti terziari a valle di impianti di depurazione tradizionali il cui effluente non raggiunge i limiti imposti dalla normativa. V-SSF – Sistemi di fitodepurazione a flusso sub-superficiale verticale: si fonda sulla naturale capacità depurativa del suolo e della biomassa in esso presente. La biomassa batterica, responsabile dei processi di degradazione, aderisce a supporti solidi, quali le ghiaie e le rocce.

La biomassa è in grado di effettuare sul refluo un trattamento di finitura, operando:

  • la rimozione del carbonio;
  • la nitrificazione dell’azoto ammoniacale;
  • la denitrificazione dell’azoto nitrico;

La fitodepurazione può essere utilizzata per:

trattamenti secondari, dopo sedimentazione, di reflui di insediamenti civili (abitativi, ricreativi quali campeggi, centri di agriturismo, centri commerciali, ecc.), soprattutto in siti abitativi rurali dove non è possibile o si rivela troppo costoso l’allacciamento a fognatura o in siti con popolazione fluttuante trattamenti terziari a valle di impianti di depurazione di tipo civile o misto soprattutto in funzione dell’abbattimento della carica batterica trattamenti secondari o terziari di reflui di provenienza industriale (esperienze in Europa su frantoi oleari, caseifici, industria tessile, alimentare) trattamenti di reflui di provenienza agricola Il vegetale più utilizzato nei trattamenti a macrofite radicate è la cannuccia di palude (Phragmites australis), ma possono essere utilizzati anche la mazza di tamburo (Typha latifolia), il giunco palustre (Scirpus lacustris) ed altre essenze, delle quali però esistono poche informazioni sull’efficienza di depurazione. Le migliori tecniche per l’impianto della cannuccia di palude sono rappresentate dal trapianto di piantine con pani di terra (in primavera, 3-4 piantine/m2) e dall’interramento di cespi (2 cespi/m2) o rizomi (4 rizomi/m2) in autunno Nel sistema a flusso sub-superficiale verticale la superficie del comparto deve essere orizzontale e perfettamente piana, con il fondo impermeabile. La profondità del substrato inerte deve essere = 80 cm e la granulometria del medium deve presentare un gradiente verticale. Il sistema viene alimentato in modo discontinuo (pompe o sistemi a sifone). Le superfici minime sono di 2,5 m2/a.e

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